<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929</id><updated>2011-11-24T18:17:31.424-08:00</updated><title type='text'>SOGNALANDO</title><subtitle type='html'>Tutto ciò che la mente produce di notte. Quando i sogni diventano racconti e descrivono mondi e scenari molto distanti dalla realtà di tutti i giorni. Una lucida descizione alla ricerca di significati nascosti.

&lt;b&gt;Coloro che desiderano lasciare un commento senza isciversi scelgano l'opzione "anonimo"&lt;/b&gt;</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>18</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-114252564690017218</id><published>2006-03-16T07:44:00.000-08:00</published><updated>2006-03-16T08:14:06.970-08:00</updated><title type='text'>Il fiume</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/fiume.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/fiume.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Migliaia di persone si trovavano in riva al grande fiume indiano ed iniziarono ad avanzare con le braccia rivolte al cielo incuranti che presto l'acqua avrebbe coperto i loro corpi.&lt;br /&gt;Per parecchi minuti tutti sparirono e Ra non avrebbe mai immaginato di poterli vedere riemergere. Il tratto da percorrere camminando sul letto del fiume era abbastanza lungo e nessuno di loro avrebbe potuto salvarsi soltanto trattenendo il respiro. Il rito di purificazione era inspiegabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutta la città era in fermento, grandi tronchi altissimi erano stati issati sopra i tetti dei palazzi ottocenteschi. Venne tirata una grossa fune da una costruzione all'altra. Appesa, una piccola cabina di legno che doveva scivolare da un palazzo all'altro solo con la spinta delle braccia dei suoi occupanti.&lt;br /&gt;La funivia improvvisata non era molto sicura ma gli anizani che vi avevano preso posto per sottoporsi al rito non erano per nulla preoccupati, anzi ridevano.&lt;br /&gt;L'altezza da terra era veramente rilevante e in caso di caduta nessuno si sarebbe salvato di certo. Tutt'intorno una folla chiassosa ed esagitata faceva da contorno a quella rischiosa scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni amici di Ra si erano allontanati dal centro abitato e passeggiavano tranquilli sull'argine più a sud. Piccole strane imbarcazioni fatiscenti con apparentemente nessuno a bordo transitavano in senso opposto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-114252564690017218?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/114252564690017218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=114252564690017218&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/114252564690017218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/114252564690017218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2006/03/il-fiume.html' title='Il fiume'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-114190260801430106</id><published>2006-03-09T02:49:00.000-08:00</published><updated>2006-03-09T03:14:49.906-08:00</updated><title type='text'>Il castelletto</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/castello2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/castello2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; L’edificio visto dal di fuori era molto armonioso ed inizialmente Ar non si era accorta che quell’ala era solo una parte del castello.&lt;br /&gt;Un enorme giardino bellissimo e curato circondava la vasta proprietà. Il portone d’entrata era di ferro pesante e dava accesso ad un portico di collegamento tra l’unità principale e quella secondaria. Una cinta muraria, tutt’uno con i piani nobili disegnava il confine con la strada. Sulla sinistra una grande costruzione con ampie finestre verdi in buono stato di conservazione dava l’impressione di non essere abitata.&lt;br /&gt;L’ampio giardino aveva al centro una strana costruzione quadrilatera con scalini e una specie di scultura in pietra a forma di tastiera di pianoforte che suonava, le note erano metalliche simili a quelle di un carillon. La lieve discesa del prato favoriva la corsa verso il confine sud delimitato da una lunga fila di alberi rigogliosi.&lt;br /&gt;Era la prima volta che Ar entrava in quella casa, pur sapendo che la sua famiglia vi risiedeva da tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quei giorni in paese si celebrava la tipica rievocazione e il castello da li a poco si sarebbe trovato al centro delle attenzioni di tutta la contea.&lt;br /&gt;Prima dell’invasione però lei si godeva la calma prima della tempesta.&lt;br /&gt;D’improvviso sentì un fruscio molto forte, si girò di scatto e vide un enorme uccello che dall’edificio minore si dirigeva verso di lei ad un altezza di circa cento metri. Rimase a bocca aperta e cominciò ad urlare “Madre, madre vieni e vedere, presto”.&lt;br /&gt;La madre corse fuori trafelata pensando fosse successo qualcosa.&lt;br /&gt;“Ah si hai visto che meraviglia” disse sollevata “è una tipica danza di benvenuto, ogni tanto lui si diletta così”.&lt;br /&gt;Ar era estasiata dall’armonia dei movimenti del volatile, planando con le ali disegnava un cerchio nell’aria sempre più stretto finché la sua mole glielo consentiva, ogni tanto guardava giù e faceva uno strano verso.&lt;br /&gt;“Che meraviglia” escamò Ar mai visto niente di simile.&lt;br /&gt;“E’ qui da molti anni” rispose la madre “ne sa più lui di tutti gli abitanti del borgo, non so dirti quanti anni abbia, inoltre è di una specie sconosciuta, un incrocio tra un’aquila e un condor”.&lt;br /&gt;Cru Cru, così lo battezzò Ar, continuò a volteggiare ancora per parecchi minuti mentre la ragazza esaminava a palmo a palmo quella meraviglioso angolo di verde.&lt;br /&gt;E’ vero si aveva un lavoretto da fare ma non trovava ancora l’ispirazione giusta, doveva trascrivere in pezzo che gli ronzava in testa dalla mattina, aveva provato utilizzando il pianoforte di pietra da giardino ma niente. Poi la madre le aveva chiesto se l’aiutava a cercare un po’ di gomme da cancellare tra le carte sparse sui tavoli e lei aveva obbedito senza tanto pensarci.&lt;br /&gt;Mentre gironzolava nei pressi dell’edificio dalle finestre verdi si accorse di una strana scaletta che correva lungo il muro esterno del retro. Sulla sommità una costruzione molto strana, sembrava un nido ma coperto di cera. Certo che quell’animale era davvero originale, comunque non si soffermò molto ad osservare non voleva infatti spaventarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decise di ritornare in casa per imparare almeno dove fossero le varie stanze. Salì gli scalini e si accorse immediatamente che sulla destra c’era una lunga fila di interruttori strani. Iniziò a schiacciarli un po’ a caso. Con i primi tre non succedeva niente, premette in quarto e subito un fracasso ferroso si distinse nella quiete pomeridiana. Era quello che apriva in cancello di ferro dell’entrata.&lt;br /&gt;“Ah bene” pensò Ar “a questo ci devo stare attenta”. Dopo aver osservato meglio si accorse che ogni bottone aveva infissa una targhetta con delle scritte molto antiche addirittura fatte con un pennino, sbiadite dal tempo ma leggibili.&lt;br /&gt;Mentre il portone si apriva entrò un ragazzo, lei si accorse affacciandosi dalla finestrina che dava sulla strada.&lt;br /&gt;Scese in fretta le scalette e gli chiese “Ciao che succede?”.&lt;br /&gt;“Niente” rispose lui, “sono un po’ in anticipino, adesso arrivano gli altri”.&lt;br /&gt;“Gli altri?” ribattè Ar.&lt;br /&gt;“Ma si la festa, te ne eri dimenticata?”&lt;br /&gt;Ar si rese conto che da li a poco il castelletto sarebbe stato invaso da una folla di persone che lei non conosceva ma che sapevano bene che cosa fare.&lt;br /&gt;Non fece in tempo a girarsi ed altri entrarono e si diressero verso l’edificio minore, già vestiti per l’occasione.&lt;br /&gt;Il primo ragazzo non sapendo chi fosse, si diresse verso la cascinetta e uscì con in grosso telone verde.&lt;br /&gt;“Che fai” chiese Ar.&lt;br /&gt;“Ma niente, questo telone me lo porto a casa, tanto ai proprietari non serve”.&lt;br /&gt;Il poveretto non si era accorto evidentemente con chi aveva a che fare e lei non ebbe il coraggio di dirglielo. “Povero ladro” pensò.&lt;br /&gt;Nel giro di pochi minuti il portichetto era diventato l’ombelico del mondo, ragazze che scaldavano la voce da soprano, ragazzi che preparavano una specie di broda per gli artisti da mangiare subito, altri che si cambiavano d’abito. Ar indossò la sua tunica ben consapevole di essere esattamente nel personaggio.&lt;br /&gt;Dalla pseudo cucina allestita li per li, iniziarono a scodellare una broda veramente strana. Dicevano fosse inglese e già da li le perplessità erano tante. Di colore biancastro non aveva nulla a che vedere con un qualsiasi minestrone. Tutti la mangiarono senza fare tante storie, Ar ne mise in bocca una cucchiaiata, era pessima, ma il cuoco improvvisato era davanti a lei e la guardava aspettando un responso. Controvoglia la mangiò quasi tutta pensando che fosse la cosa più orribile che avesse ingerito da che era al mondo.&lt;br /&gt;Appoggiò il piatto sulla pila che nel frattempo si era formata ed uscì in giardino alquanto disgustata.&lt;br /&gt;A quel punto si ricordò che non aveva chiuso la porta delle stanze private. Salì di corsa le scale, c’era gente dappertutto e la madre non si vedeva. Iniziò a chiamarla a gran voce ma niente.&lt;br /&gt;Alcuni energumeni uscivano dal bagno e senza curarsi appoggiavano sacche e quant’altro dove capitava. Quella situazione la irritava parecchio così fermatasi al centro della cucina iniziò a gridare.&lt;br /&gt;“Signore, scusatemi, signori” nessuno l’ascoltava.&lt;br /&gt;“SIGNORI” a questo punto tutti si fermarono e si rivolsero verso di lei. “Vi prego di uscire tutti di qui”.&lt;br /&gt;“Per quale motivo” rispose una personcina con fare sbruffoncello che scendeva le scale della camera da letto dei nobili.&lt;br /&gt;“Questa è una zona privata, non è aperta al pubblico” urlo Ar.&lt;br /&gt;“Beh allora potevate chiudere la porta” rispose un uomo dalla sala da pranzo che aveva già appoggiato tutte le sue cose sul tavolo.&lt;br /&gt;Ar era molto indispettita, non rispose oltre, tanto era inutile stare li a spiegare, si affacciò alla finestra, vide la biglietteria aperta e tutti i figuranti schierati in bella mostra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-114190260801430106?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/114190260801430106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=114190260801430106&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/114190260801430106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/114190260801430106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2006/03/il-castelletto.html' title='Il castelletto'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-114094993154902036</id><published>2006-02-26T02:29:00.000-08:00</published><updated>2006-02-26T02:36:39.263-08:00</updated><title type='text'>Le arance</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/Arance--B10136706.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/Arance--B10136706.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Terry era passata a salutare un suo conoscente ma alcuni soldi di moneta erano scivolati dal suo portafoglii producendo un gran tintinnio che aveva attratto l’attenzione delle altre persone che affollavano la sala.&lt;br /&gt;Una ragazza le si avvicinò per aiutarla a raccoglierli. “Sono suoi” chiese con fare gentile.&lt;br /&gt;“Si” rispose Terry. “Ah bene” disse la giovane. “Anche questi strani medaglioni?”. “No, precisò Terry sono del mio amico li metta pure sopra il tavolo non so perché fossero sul pavimento”.&lt;br /&gt;Terry ripose nuovamente il portafogli gonfio all’interno della borsa e si alzò avviandosi verso l’uscita.&lt;br /&gt;“E te ne vuoi andare senza salutare"tuonò una voce da in fondo la stanza”. Il suo amico stava in piedi e la fissava sorridendo. “Ma eri così impegnato, non volevo disturbare” sibilò.&lt;br /&gt;Lui era sempre stato ambiguo nei suoi confronti ma senza fiatare espletò le formalità di rito e lo salutò con un sonoro bacio sulla guancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giornata era limpida e soleggiata ma a quanto pare gli incontri non erano finiti.&lt;br /&gt;Appena uscita dall’edificio il suo sguardo incrociò immediatamente una faccia molto conosciuta. “Lillo” grido. Era lui, le venne incontro e l’abbraccio fino a stritolarla.&lt;br /&gt;“Ma che fai da queste parti” attaccò l’amico. “Ma niente un giretto” rispose Terry. “Che hai in quel sacchetto?”.&lt;br /&gt;“Sono andato al mercato ed ho comprato dei fiori che si mangiano, una figata, assaggiali” e gliene porse uno.&lt;br /&gt;“Buonissimi, squisiti” aggiunse Terry. “Che stranezze non li avevo mai mangiati”.&lt;br /&gt;“Vieni” disse l’amico “andiamo da questa parte”. “Ma no voglio prendere l’altra strada” rispose la ragazza. Camminando nella direzione scelta con la testa girata verso di lui finì in una montagna di sabbia, si sporcò i piedi protetti sono da un paio di sandali infradito.&lt;br /&gt;“Non esiste” insistette lui “vieni” e la tirò per un braccio.&lt;br /&gt;“Che fastidio” disse Terry e si spolverò i piedi alla menopeggio.&lt;br /&gt;Durante il tragitto i due camminavano a braccetto raccontandosi le ultime cose successe dall’ultima volta che si erano veduti.&lt;br /&gt;Dei barboni dormivano sul ciglio della strana alcuni molto giovani. Terry fu abbastanza disgustata e pensò che una volta certe scene non si vedevano e che da li a poco si sarebbe arrivati ad una situazione ottocentesca e qualcuno avrebbe avuto la bontà di accoglierli in casa per impedire che morissero di freddo. Mentre il suo cervello pullulava di supposizioni Lillo si era avvicinato a loro ed aveva comprato alcune arance. Era proprio un pazzo visto che la scarsa qualità dei frutti era risaputa da tutti, li andavano a prendere nei cassonetti dei supermercati. Sembrava più un alibi per dargli dei soldi. Mise dentro al sacchetto pure quelle.&lt;br /&gt;La vecchia strada per arrivare al ponte non c’era più, al suo posto una casa ed un passaggio stretto a lato del nuovo edificio.&lt;br /&gt;Decisero di percorrerlo e girato l’angolo si trovarono davanti alcune persone malconce, una portava un gesso ad una gamba. Era una strana scena, stavano li seduti all’interno di questo giardinetto e guardavano la gente passare. I loro visi erano pure strani e si vedeva che non avevano tutte le rotelle al loro posto.&lt;br /&gt;Ormai la città era cambiata in molti particolari che gli abitanti non vedono ma i forestieri si.&lt;br /&gt;Il fiumiciattolo non scorreva più sotto al ponte, era stato deviato, al suo posto una strada lastricata di ciottoli. Un lungo corteo la stava percorrendo in quel momento e lanciava fuori a destra e a manca.&lt;br /&gt;Terry tirò fuori un’arancia ma come supponeva aveva uno strano colore, insomma era andante.&lt;br /&gt;“Vedi” disse a Lillo “questi frutti sono immangiabili.” L’amico scosse la testa come per dire che non era scemo e lo sapeva anche lui. “Beh ogni tanto però qualcuna è mangiabile”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-114094993154902036?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/114094993154902036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=114094993154902036&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/114094993154902036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/114094993154902036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2006/02/le-arance.html' title='Le arance'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113888236209114172</id><published>2006-02-02T03:42:00.000-08:00</published><updated>2006-02-02T04:16:41.950-08:00</updated><title type='text'>Il vecchio</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/crociera.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/crociera.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il fiume scorreva a ridosso della casa il cui angolo rompeva l'onda impetuosa. Nonostante la gran massa d'acqua, la cantina non si era allagata e la situazione non era per niente critica.&lt;br /&gt;Giorni prima alcuni bambini del paese erano andati a giocare sulle rive dell'Adige, nel tratto in cui la massa d'acqua taglia a metà la città. Si erano divertiti moltissimo, nessuno aveva timore.&lt;br /&gt;Gilli girava per il grande ospedale disorientata, le altissime stanze con travatura in legno erano meravigliose. Non voleva ammetterlo ma si era persa. D'un tratto un vecchio appoggiato ad una parete parve riconoscerla ed iniziò ad urlare.&lt;br /&gt;"Tu sei la figlia di Airam, tu sei la figlia di Airam". Gilli rimase sconcertata cerco di affrettare in passo ma questo la seguiva imperterrito.&lt;br /&gt;"Ti ho riconosciuto" continuò "hai un non so che. Lascia che ti accompagni per un pezzo così facciamo due chiacchere".&lt;br /&gt;Gilli non seppe far altro che accettare, come poteva trattare male un povero vecchio. Non smetteva mai di parlare e di decantare le meravigliose giornate passate assieme alla madre, compassionevole e gentile con tutti.&lt;br /&gt;Gilli non aveva il coraggio di fermarlo tanto lui sembrava ispirato ma avrebbe voluto tappargli la bocca per non sentire una parola di più. Era uno strazio per lei sentir parlare di una persona ormai scomparsa.&lt;br /&gt;Dopo aver attraversato numerose sale dalle volte a crociera altissime finalmente arrivarono ad una scalinata.&lt;br /&gt;"Beh" disse il vecchio "adesso ti devo lasciare, devi proseguire da quella parte. Gilli fece un giro a duecento settanta gradi e vide in fondo al viale un cimitero. Rimase molto scossa non si era accorta fin dove era arrivata.&lt;br /&gt;"Lascia stare" ammonì il vecchio "tu non devo andare in quella direzione ma da quest'altra " ed indicò un altro viale in direzione opposta.&lt;br /&gt;"Beh" continuò l'uomo con le lascime agli occhi per la commozione " prima di lasciarti voglio darti un bacio". Si avvicinò a lei e le diede un bacio sul capo, come fanno di solito i nonni. "Hai il suo stesso profumo" mormorò.&lt;br /&gt;Gilli rimase un pò scossa ed iniziò a scendere dalla rampa di sinistra dell'enorme scalinata settecentesca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113888236209114172?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113888236209114172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113888236209114172&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113888236209114172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113888236209114172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2006/02/il-vecchio.html' title='Il vecchio'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113793162999198046</id><published>2006-01-22T03:56:00.000-08:00</published><updated>2006-01-24T03:59:53.400-08:00</updated><title type='text'>La biblioteca perduta</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/dama_due.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/dama_due.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Sponky e suo fratello avevano deciso di andare al mare a trovare amici di vecchia data per passare un po’ di ore in allegria. Le stanze per i turisti erano a forma di igloo con un piano rialzato dove si potevano sistemare sacchi a pelo e valigie.&lt;br /&gt;Quel giorno il mare era molto mosso e non era il caso di avventurarsi al suo cospetto a causa delle forti folate di vento che spazzavano la costa.&lt;br /&gt;Sponky decise di fare un salto nel centro del vecchio paese perché aveva qualche commissione da fare. Uscì dall’igloo, salì le scale che portavano nel piazzale superiore ed inforcò una biciclettina trovata nei pressi del mare. Sulla sinistra l’orizzonte era occupato da quell’enorme massa d’acqua gonfia che sembrava dovesse da un momento all’altro riversarsi sulla costa. Era un panorama veramente affascinante. Nonostante il vento insistente, alcuni barchini erano usciti e lottavano strenuamente.&lt;br /&gt;Sponky arrivò finalmente nel centro del paese, parcheggiò la bicicletta e salì le scale di quel lunghissimo edificio a due piani, una specie di centro commerciale antico. Prima cosa che doveva cercare era la biblioteca per restituire un libro il cui prestito era scaduto. Nell’ultima sua gita al mare, complice la bella giornata, si era recata in biblioteca per prendere un libro che aveva divorato in due giorni di spiaggia.&lt;br /&gt;Si ricordava benissimo dove era l’istituto ma prima aveva un appuntamento con una sua amica che doveva acquistare un abito particolare per la serata.&lt;br /&gt;Entrò nell’enorme negozio e la trovò già li intenta a guardare i modelli che la commessa le stava proponendo.&lt;br /&gt;Quando Gemma si girò e la vide le lanciò immediatamente un sacchetto che sorreggeva con la mano destra.&lt;br /&gt;“Ti ho portato in tuoi costumi” esordì “grazie di avermeli prestati”. La commessa rimase un po’ allibita non si era resa conto che aveva a che fare con gente del mestiere.&lt;br /&gt;“Mi ha fatto piacere prestarteli” rispose Sponky, “l’ultimo modello è particolarmente azzeccato per le serate fredde”.&lt;br /&gt;“Mi scusino se mi intrometto” disse con un sibilo di voce la commessa “potrei dare un occhiata ai vostri costumi?”.&lt;br /&gt;“Per me nessun problema” replicò Sponky.&lt;br /&gt;Mentre la commessa ammirava estasiata gli abiti, Gemma attaccò un discorso al limite della sopportazione. Si lamentava di tutto, della nuova commedia che doveva interpretare, dell’aria di mare appicicaticcia, della commessa incapace, del suo nuovo fidanzato. In mezzo a questo turbinio di parole Sponky si distraeva e rivedeva la scena in cui indossava l’ultimo abito di scena.&lt;br /&gt;“Ma questo è meraviglioso” interruppe bruscamente la commessa “sarebbe così gentile da provarlo? In questo modo potrei prendere le misure e far realizzare dei modelli simili”.&lt;br /&gt;Sponky guardò l’amica un po’ incuriosita, sembrava una strana richiesta, ma non ci vedeva niente di male.&lt;br /&gt;Indossò il pesante abito e lasciò che l’addetta facesse il suo lavoro, davanti al lei troneggiava un quadro di una dama di fine settecento dall’aria familiare, nel frattempo Gemma, sempre più nervosa guardava rabbiosamente gli altri abiti del negozio.&lt;br /&gt;“Accidenti, qui non c’è niente che faccia al caso mio” urlò stizzita.&lt;br /&gt;“Ti prego Gemma calmati” sussurrò Sponky “vedrai che qualcosa si trova”. Toltasi in fretta l’abito Sponky cercò in tutti i modi di decantare la merce che vedeva ma non c’era nulla da fare. Propose all’amica di riprendersi indietro la merce prestata e riutilizzarla per l’ennesima volta. Gemma accettò di buon grado la salutò con un bacio ed uscì sbattendo la porta.&lt;br /&gt;Sponky si diresse verso l’uscita nella direzione della biblioteca, arrivò in fondo al corridoio ma non trovò la porta solo una lastra di marmo. Non riusciva a capire, il mese scorso la biblioteca era proprio li, non era possibile che qualcuno l’avesse spostata ma nemmeno che si fosse sbagliata. Mentre cercava di fare chiarezza si accorse che una grande porta automatica con due ante posta sulla destra si stava chiudendo automaticamente. Vi si gettò in mezzo rischiando di venire stritolata.&lt;br /&gt;“Cosa fa, si fermi, è impazzita.” Una donna urlando corse fuori dalla pasticceria fino nell’atrio dove erano sistemate le porte.&lt;br /&gt;“Devo passare” disse a fatica Sponky, già mezza incastrata.&lt;br /&gt;“Ma lei vuole farsi ammazzare” replicò una seconda che giungeva dal retro.&lt;br /&gt;Sponky con tutta la forza che aveva riuscì a sottrarsi a quella morsa paurosa e cadde a terra fragorosamente.&lt;br /&gt;“Ma si rende conto che ha rischiato lo stritolamento?” urlò concitatamente la prima “la chiusura è automatica e non si può fare niente per fermarla”.&lt;br /&gt;Sponky si alzò un po’ ammaccata guardò le due donne che avevano ancora in faccia un’espressione terrificata e cercò di abbozzare qualche scusa ma in realtà non capiva nemmeno lei, aveva agito d’impulso. Chiese informazioni sulla biblioteca ma quelle sembravano cadere dalle nuvole. Non ci capiva più niente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113793162999198046?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113793162999198046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113793162999198046&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113793162999198046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113793162999198046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2006/01/la-biblioteca-perduta.html' title='La biblioteca perduta'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113775044496282219</id><published>2006-01-20T01:44:00.000-08:00</published><updated>2006-01-20T02:20:40.363-08:00</updated><title type='text'>La locanda-osteria</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/ORECCHINI_GIOIELLO.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/ORECCHINI_GIOIELLO.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Lille aveva deciso di rimanere in quello Stato per un anno e con una telefonata lo aveva comunicato ai suoi conoscenti più stretti. L’osteria che aveva affittato con alcuni membri della sua famiglia non era per così dire un esempio di edificio ben tenuto ma a lei non interessava più di tanto. L’etnia dalla quale discendeva non badava molto alla forma, era la sostanza la cosa più importante, e su questo non c’era veramente niente da eccepire.&lt;br /&gt;Ogni stanza dell’osteria-locanda comunicava con almeno altre due, una sorta di casa-bottega come si usava ancora in alcuni vecchi edifici.&lt;br /&gt;Nel momento il cui lei aveva deciso di prendere la gestione di quel posto, abbandonato da anni, si era verificata una sorta di rinascita. Molte più persone frequentavano l’osteria, forse affascinate anche dalla strana famiglia che vi si era insediata. Non era inusuale infatti trovare il padre di Lille addormentato sul tavolino della stanza sul retro alle sei del mattino, bastava scuoterlo delicatamente, lui apriva gli occhi ti ringraziava e se ne andava a dormire.&lt;br /&gt;I fratellini o cuginetti più piccoli erano veramente carini, con gli occhi e i capelli neri come la pece, suchitavano subito un sentimento di affetto. Nessuno aveva capito bene ma uno di quel bimbi così carini era suo figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte alla vecchia locanda-osteria si innalzava dolcemente la collina, sulla qualche era situato il vecchio monastero ormai abbandonato da tutti. Davanti all’ampia costruzione fatta ad elle un grande piazzale. Il tragitto dalla piazza all’osteria non era molto e correndo in pochi minuti si poteva percorrere.&lt;br /&gt;Ogni tanto un venditore ambulante che aveva merce veramente originale, si fermava sul piazzale della veccia casa dei frati aspettando che qualcuno andasse da lui.&lt;br /&gt;Quel giorno c’era molto fermento nell’aria, Lille aveva deciso di fare una specie di festa-cena per i pochi ragazzi che ancora resistevano da quelle parti e naturalmente l’ambulante non si era fatto scappare l’occasione di racimolare qualche soldino.&lt;br /&gt;Seda era contentissima che Lille avesse deciso di rimanere per un po’. Solitamente non acquistava nulla, il denaro in tasca era sempre poco. Si avvicinò alle mercanzie dell’ambulante e guardò all’interno della teca dove erano conservati gli orecchini. Fu colpita immediatamente da un paio di ciondoli strani ma Lille le fece notare un altro orecchino spaiato di notevole bellezza e rarità. Non indugiò oltre, voleva quello. Pagò ed indossò il gioiello pur sapendo che da li a poco avrebbe dovuto toglierlo a causa della sua infezione per i metalli.&lt;br /&gt;Nel frattempo la gente cominciava ad affollare il luogo e sulla collina erano stati esposti tutti i cimeli ritrovati all’interno del convento. Strani attaccapanni, mobiletti di legno, sedie particolari. Già dalla sera prima si trovavano li e purtroppo la pioggia della notte non li aveva risparmiati. Seda fece un rapido controllo ma niente per fortuna si era rovinato.&lt;br /&gt;Quando ritornò correndo all’osteria si ricordò le era successa una cosa un po’ particolare. Nel retro della casa Lille aveva parcheggiato la sua macchina con la parte posteriore rivolta verso la saracinesca per facilitare il carico-scarico delle cibarie. Finché effettuava l’operazione si era accorta di un pacchettino quadrato avvolto in carta da regalo. Gli venne immediatamente un tuffo al cuore, Lille si era ricordata del suo compleanno, passato da poco e le aveva fatto una sorpresa.&lt;br /&gt;Apri il pacco ma già una strana frase scritta sul retro della carta le fece sospettare qualcosa. Il dono non era per lei ma per un certo ragazzo che aveva visto il giorno addietro. Lille sembrava molto interessata a lui ma Seda non ne capiva il motivo visto che non le sembrava un granché. L’indomani avrebbe chiarito il malinteso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mattino seguente molta gente si aggirava per i due poli di attrazione di quel territorio sconfinato e dimenticato. Seda decise di dire a Lille dell’errore ma lei non dimostrò molto interesse a questo fatto.&lt;br /&gt;“Seguimi” intimò “accompagnami al negozio per bambini nella città vecchia”.&lt;br /&gt;Era quasi impossibile muoversi quel giorno tutti i festaioli del paese giunti per l’occasione le seguivano ogni volta che captavano qualcosa di buono.&lt;br /&gt;Lille e Seda, per fortuna il seguito rimase fuori, entrarono nel negozio di abiti per bambini. Lille andò sicura verso la vetrina, adocchiò un paio di pantaloncini corti e si girò verso la commessa. “Ne vorrei ordinare 45” disse.&lt;br /&gt;“Non so se li abbiamo in negozio” rispose la donna.&lt;br /&gt;“Non importa me li faccia arrivare” precisò stizzita Lille.&lt;br /&gt;“Ma a che cosa ti servono” chiese Seda. “Adesso non ha importanza” tagliò corto l’amica.&lt;br /&gt;“Guarda” riattaccò Seda “ti ho portato questo pacco perché erroneamente l’ho aperto pensando fosse diretto a me”.&lt;br /&gt;“Non ha importanza” sussurrò Lille” devo darlo ad un ragazzo, tra l’altro è qui dietro, l’hai visto?”.&lt;br /&gt;“Si ho capito chi è, rispose “non l’avevo tanto notato”.&lt;br /&gt;Giunto in prossimità dell’osteria il gruppo si disperse ed ognuno andò a fare ciò che gli era stato assegnato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intendente del luogo stava spiegando a Seda che per il momento non si poteva fare il mercato dei robi vecchi ma che Alled era andato con sua moglie a parlare con le autorità Iraniane per rendere operativo il passaggio di proprietà di quel luogo che nessuno rivendicava, il territorio del monastero era infatti situato in un altro stato e il confine passava proprio ai piedi della collina.&lt;br /&gt;“Non si preoccupi signorina” disse l’intendente “è una questione di giorni, al governo iraniano non interessa nulla di quel vecchio monastero che confina con la nostra terra così libera e selvaggia. Sicuramente concederanno il comodato di 99 anni”.&lt;br /&gt;Seda si tranquillizzò immediatamente anche se i modi un po’ troppo gentili dell’intendente le sembravano pesanti.&lt;br /&gt;“Se viene con me le voglio presentare mia moglie” riattaccò appoggiandosi a lei un po’ troppo vistosamente.&lt;br /&gt;Seda fu scossa da un brivido di disgusto e solo in quel momento si accorse che l’intendente pendeva dalle sue labbra e avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di mettergli le mani addosso.&lt;br /&gt;Al quel punto finalmente aveva realizzato, era un po’ tarda in alcune occasioni e con una scusa riuscì a scivolare via dalle sgrinfie dell’intendente, veramente di aspetto vomitevole, grasso e non particolarmente acuto nei ragionamenti.&lt;br /&gt;Visto che non si poteva fare il mercatino bisognava escogitare qualche altro modo per racimolare un gruzzoletto e pagare le tasse imposte per il rilasciò del contratto di affitto. La soluzione migliore sembrò quella di un punto bibite in piazza, un bicchiere di vino del costo di un neuron che ognuno poteva spinarsi dalla damigiana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113775044496282219?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113775044496282219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113775044496282219&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113775044496282219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113775044496282219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2006/01/la-locanda-osteria.html' title='La locanda-osteria'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113774998965747957</id><published>2006-01-20T01:39:00.000-08:00</published><updated>2006-01-20T02:10:09.066-08:00</updated><title type='text'>Il corteo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/viale%20bolgheri.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/viale%20bolgheri.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il gruppo di ragazzi si trovava a pochi metri dal bar e sorseggiava un liquido verdastro alla menta. D’un tratto sul viale a lato della costruzione iniziò a snodarsi una strana processione.&lt;br /&gt;“Ehi Midi”, urlò Brenda “hai visto che strano corteo la dietro”.&lt;br /&gt;“Va la, che dici sei fusa” rispose stizzito il ragazzo.&lt;br /&gt;“La, almeno girati” riattaccò lei.&lt;br /&gt;La scena era abbastanza inusuale una fila di persone e di carri strani stavano percorrendo il viale del cimitero. Sulle strane vetture attaccati ai lati dei giganteschi disegni rotondi, una specie di medaglioni, con rappresentati dei personaggi con la barba lunga e uno strano copricapo. I ragazzi si girarono tutti ad osservare lo strano spettacolo.&lt;br /&gt;“E’ un funerale ebreo” disse Brenda.&lt;br /&gt;In quel mentre passarono sulla stradina antistante al piazzale due rappresentanti dell’ordine. Guardarono il gruppetto con sospetto ma non si fermarono a controllare alcunché.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113774998965747957?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113774998965747957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113774998965747957&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113774998965747957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113774998965747957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2006/01/il-corteo.html' title='Il corteo'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113759088754398101</id><published>2006-01-18T05:21:00.000-08:00</published><updated>2006-01-18T05:35:51.516-08:00</updated><title type='text'>La collana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/collana-dett.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/collana-dett.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Dalla strada principale stavano arrivando i nemici, equipaggiati di tutto punto a bordo di un camion. Terry per fortuna li vide arrivare e si nascose dietro ad una collinetta.&lt;br /&gt;Passarono senza notarla, lei corse verso la villa. Riuscì ad entrare e si appostò dietro ad un mobile a vetri. Troppo tardi una soldatessa che imbracciava un mitra era già saltata giù dal camion e con lei una altro viso giallo armato fino ai denti. Terry si sentì spacciata decise di impersonare l'unica parte che avrebbe presumibilmente interpretato pochi minuti dopo. La sia interpretazione della morte doveva essere parecchio convincente perchè l'uomo, ormai già a metà della stanza, si girò dalla sua parte e non la degnò quasi di uno sguardo. Aveva deciso di tenere gli occhi aperti, senza sbattere le ciglia una vera faticaccia ma ne valeva la pena.&lt;br /&gt;Il militare si allontanò ma Terry non era ancora salva. La soldatessa era infatti poco dietro all'uomo e veniva inesorabilmente verso di lei. La paura attanagliava la sua mente ed ormai le si erano bloccate le palpebre, era spacciata. La donna le getto uno sguardo incuriosito e puntò dritta nella sua direzione. Aveva il cuore in subbuglio e anche un bambino avrebbe potuto vedere il suo petto tremare sotto i colpi di quel martello, ma il destino non voleva che venisse scoperta.&lt;br /&gt;La militaressa orientale si fermò ad un metro di distanza e prese un oggetto appoggiato sopra il comò. La collana di perle che Terry aveva appoggiato il giorno prima, un oggetto di valore che evidentemente attirava la sua attenzione più di un cadavere. Si guardò intorno furtiva, mise in tasca la collana e se ne si dilaguò.&lt;br /&gt;Terry si alzò da terra con le gambe tremanti, anche quel giorno doveva ringraziare la sua buona stella. Era molto dispiaciuta di aver perso la collana ma quello non era il momento di pensare come fare a recuperarla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113759088754398101?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113759088754398101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113759088754398101&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113759088754398101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113759088754398101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2006/01/la-collana_18.html' title='La collana'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113732025220620232</id><published>2006-01-15T02:07:00.000-08:00</published><updated>2006-01-15T02:47:21.433-08:00</updated><title type='text'>Una persona speciale</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/presenza.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/presenza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Terry era indecisa, purtroppo non riusciva a far quadrarte i conti a fine mese ed aveva pensato, per ridurre le spese dell'affitto diventate veramente esose, di subaffittare un stanza a qualcuno. Era da un pò che ci pensava ma non si convinceva mai a mettere un annuncio, in molti avevano adottato questa soluzione ed in città non ci parlava d'altro.&lt;br /&gt;Uno dei suoi conoscenti aveva voluto condividere l'appartamento con un acrobata del circo Orfei che ogni tanto ritornava a casa tra una tournee e l'altra. Un ragazzo davvero simpatico, l'unico problema era lo sconcerto dei vicini di casa per le sue acrobazione giù dal terrazzino. Il temerario aveva due figlie, di età compresa tra gli otto e i dieci anni, avute da una ballerina acrobatica del circo turco. Ogni tanto la madre le lasciava a casa del padre ma queste due simpatiche mocciose avevano immediatamente appreso l'arte di non utilizzare le scale per uscire ma direttamente il terrazzino. Effettivamente non c'era molto da preoccuparsi visto che l'altezza da terra era intorno ai 5-6 metri ma tutto ciò creava grande scompiglio nel vicinato, più abituato a guardare nelle case altrui che nella propria. Una vecchietta era addiruttura inorridita nell'ammirare le due creature saltare con perfetta sincronia giù dal balcone ed ogni volta che vedeva il mio amico minacciava di chiamare telefono azzurro per denunciare il fatto.&lt;br /&gt;Alle luce di questi fatti eclatanti l'indecisione sul da farsi regnava sovrana. D'un tratto Terry sentì una voce che la chiamava, si girò di scatto e con stupore mise a fuoco una figura che le sembrava sua zia scomparsa da anni.&lt;br /&gt;"Beh allora che cosa hai deciso" le chiese sorridente. "Ma non saprei" rispose Terry quasi tremante. "Riguardo a che cosa?".&lt;br /&gt;"Ma dai non fare la stupida" riattaccò la zia, "lo so benissimo che vuoi subaffittare una stanza ma a me non ci hai pensato?".&lt;br /&gt;Terry non capiva da dove era saltata fuori e come faceva a sapere tutte quelle cose. "Ascolta", proseguì,"ma da quanto sei qui non ti ho mai veduta in casa mia, me ne saperi accorta non credi?".&lt;br /&gt;La zia ridacchio divertita, "beh non è mica colpa mia se non ti sei mai accorta che stavo qui con te, in fin dei conti sono sempre stata una persona educata e poco invadente". Era vero, nella vita reale poteva essere considerata un vero angelo tale era la sua innata bontà che poteva arrivare anche a livelli esagerati che la danneggiavano.&lt;br /&gt;"Ok", continuò Terry, ammesso che tu sei qui ma io non ti ho mai visto, e che insomma vivi qui, non ne sono sicura ma ci credo, che cosa mi consigli di fare?".&lt;br /&gt;"Fino a questo momento non ho mai parlato, e sono passati molti anni dall'ultima volta che ti sei accorta di me, non è verò?".&lt;br /&gt;"Effettivamente", annuì Terry.&lt;br /&gt;"Ecco, appunto, premesso questo....anche se in verità mi ero accorta che ultimamente la tua mente captava qualcosa".&lt;br /&gt;"Si", ammise la ragazza, "in effetti ultimamente ho pensato molto alla dinamica dei fatti di quel famoso giorno, ma non è stato facile sgomberare il campo dalle altre presenze così incombenti".&lt;br /&gt;"Beh, finalmente ci sei riuscita", ribattè, "ed adesso lo sai".&lt;br /&gt;"Ma insomma tutto sto discorso per dire?", urlò Terry, "mi vuoi dare un consiglio o no?"&lt;br /&gt;La zia scuotè la testa come per ripararsi da volume della sua voce e ridacchiando rispose"ma vedi tu siamo già in due, ti pare il caso di far entrare un'altra persona?".&lt;br /&gt;Era chiaro la zia nel momento in cui si era vista minacciata era venuta fuori allo scoperto ma che strano dopo tutti questi anni. Terry però era molto contenta di questo visto che lei era sempre stata una persona squisita, non invadente e protesa soltanto al vivi e lascia vivere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113732025220620232?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113732025220620232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113732025220620232&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113732025220620232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113732025220620232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2006/01/una-persona-speciale.html' title='Una persona speciale'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113706731970052294</id><published>2006-01-12T03:39:00.002-08:00</published><updated>2006-01-12T04:17:25.176-08:00</updated><title type='text'>Il macchinino</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/macchinino.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/macchinino.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel palazzo c'era molta gente che banchettava in allegria e gli spettacoli proseguivano senza sosta. Tra una sala e l'altra gruppi di artisti si alternavano facendo a gara a chi riusciva ad ottenere l'applauso più scrosciante. Lilian si era cambiata d'abito decine di volte ed ormai non riusciva più a trovare i suoi vestiti da persona normale, ma di questo non si preoccupava molto visto che ormai il suo lavoro era quasi finito.&lt;br /&gt;Scese le scale del sontuoso palazzo ed apprezzò finalmente un pò di brezza profumata. Nonostante l'ambiente super lussuoso non vedeva l'ora di uscire all'aria aperta per poter respirare a pieni polmoni ed inalare il profumo della natura circostante. Salì in macchina ma ad un tratto si ricordò che doveva in qualche modo riuscire a portare verso casa anche l'altra vettura che gli era stata affidata da un suo amico. Come fare per riuscire nell'impresa? Non era così semplice, se l'altro mezzo fosse stata una bicicletta l'avrebbe caricata sul bagagliaio ma in questo caso ci voleva un'idea geniale.&lt;br /&gt;Decise di rischiare, accese il motore della prima macchina, tirò il freno a mano, scese, salì sulla seconda vettura mise il cambio in folle e diede una leggera spinta. La vettura iniziò così a procedere grazie alla lieve discesa che c'era davanti. Lilian seguiva da dietro con un pò di ansia, sperando che nessuno sopraggiungesse. Per il momento la situazione era sotto controllo e il macchinino procedeva ad una velocità ragionevole. Ad un incrocio l'auto orfana di pilota si fermò grazie ad una lieve salitina e ad uno spartitraffico. Lillian scese si guardò intorno e decise di proseguire nel suo folle tentativo. Diede una lieve spinta alla vetturina, salì sulla sua e via. Durante il tragitto però fu assalita da un dubbio atroce, si ricordò infatti che poco distante c'era una curva a gomito impossibile da evitare. "Cavoli" disse a volce alta "non ci avevo proprio pensato". A quel punto decise di sorpassare per eventualmente frenare la corsa dell'altra auto facendola appoggiare sul suo paraurti ma la manovra era troppo tardiva ed ormai si scorgeva già la curva. Lilian presa dal panico fu assalita da un ansia paurosa non capiva come aveva fatto a cacciarsi in una situazione così assurda. Intanto la vettura procedeva inesorabilmente e Lilian si aspettava che la stessa volasse giù dal dirupo senza ormai via di scampo. Tutto ciò non accadde, l'auto naturalmente non fece la curva perchè nessuno poteva girare lo sterzo ma andò dritta e si appoggiò con il muso ad una staccionata di legno lungo la strada, fermandosi. Lilian rimase sbalordita, scese e in quel mentre si rese conto che l'abitacolo non era più vuoto come in precedenza. Due uomini che lei ben conosceva scesero dal mezzo e guardandola dissero ridacchiando "beh dai andiamo a mangiare adesso". Lei non riusciva a proferir parola tanto era rimasta attonita. In quel mentre si avvicinarono delle signore, in un attimo era circondata. "Si" continuarono i due "queste gentili madamigelle ci hanno inviatato dai andiamo". Lilian era llibita dalla situazione non riusciva a capire come potessero pensare a mangiare in quel momento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113706731970052294?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113706731970052294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113706731970052294&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113706731970052294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113706731970052294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2006/01/il-macchinino.html' title='Il macchinino'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113438612475598843</id><published>2005-12-12T03:09:00.001-08:00</published><updated>2005-12-12T03:24:18.386-08:00</updated><title type='text'>Uno strano uomo</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/vetrino.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/vetrino.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il ministro aveva radunato tutto il suo staff al primo piano della casetta, e cercava con molta calma di spiegare la nuova strategia per far fronte all’imminente campagna elettorale. Tutte le notizie che riguardavano la sua vita privata dovevano essere accuratamente vagliate, nemmeno una sillaba che potesse danneggiare la sua immagine pubblica poteva uscire dalla bocca di nessuno.&lt;br /&gt;Elvi si avvicinò al tavolo per conoscere il suo nuovo capo e lui le porse la mano per salutarla. Aveva i capelli completamente bianchi ma non era molto vecchio forse nemmeno una cinquantina d’anni. Non era per niente male – pensò dentro di sè – inoltre aveva una calma atavica veramente invidiabile. Del suo gruppo facevano parte parecchie persone, maschi e femmine, tutti dotati di grandi capacità. Gli ultimi episodi successi, avevano contribuito a fare crescere l’ansia dei collaboratori e si cercava al più presto di catturare l’autore di quei terribili avvertimenti.&lt;br /&gt;D’un tratto al piano superiore si sentì un gran baccano e una pioggia di sassi iniziò a rimbalzare sulla testa di coloro che non erano sotto la veranda.&lt;br /&gt;Che succede – chiese Elvi con tono allarmato – chi sono questi pazzi. Ma niente – rispose Joe – è il cantautore che da di matto, forse ha saputo che qualcuno, e la guardava insistentemente, ha frugato tra le sue carte alla ricerca di qualche indizio, allora si è infuriato e quando si arrabbia reagisce così, con un azzardo magico fa cadere sassi dal cielo. Niente di grave tra qualche minuto finisce. Elvi rimase con bocca ed orecchie bene aperte ad ascoltare quella spiegazione fantascientifica, non riusciva a capacitarsi che potessero succedere cose del genere, si rifugiò sotto il portico di legno ed aspettò che la sassaiola finisse. Alcuni sassolini si erano incastrati tra i capelli, una cosa veramente fastidiosa. Il vice capo chiamò tutto il gruppo attorno al tavolo per dare ulteriori spiegazioni della strategia da adottare. Elvi – disse con tono autoritario – devi decifrare i numeri e i nomi impressi in questi oggetti che sono stati regalati al boss, forse riusciremo a risalire al qualcosa. Elvi si mise al lavoro, prese la specie di sasso trasparente che recava all’interno uno strano disegno ed iniziò ad analizzarlo. P…A… scrivi dai – intimò al suo collega – N…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113438612475598843?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113438612475598843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113438612475598843&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113438612475598843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113438612475598843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2005/12/uno-strano-uomo_12.html' title='Uno strano uomo'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113342952270511158</id><published>2005-12-01T01:26:00.000-08:00</published><updated>2005-12-01T01:45:10.590-08:00</updated><title type='text'>I cimeli di famiglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/porta.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/porta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gli ospiti non erano alloggiati tutti nel medesimo luogo, i più illustri per fama, potevano usare una bella villa in periferia dove erano custoditi cimeli di famiglia molto preziosi. Lille doveva accompagnare un artista al suo alloggio ma aveva l’impressione, quando guidava, di andare indietro e non avanti. Questo strano gioco di prospettive le era già capitato osservando una scala dalla sua sommità, l’impressione era che gli scalini andassero in su e non in giù, un po’ come i disegni di Escher.&lt;br /&gt;La strada alberata che stava percorrendo era molto trafficata e in pochi rispettavano il senso di marcia. Alcuni sciatori infatti si divertivano a zigzagare e sfioravano chi procedeva in moto contrario. L’edificio si sviluppava al primo piano e si componeva di molte finestre, Lille si sedette vicino ad un tavolo cercando di decifrare ciò che l’artista di colore le stava dicendo. Il suo inglese non era di certo come quello dei libri. Si era accorta inoltre che la proprietaria dell’edificio aveva un certo debole per lei, infatti era l’unica del branco degli artisti minori che poteva frequentare quel luogo, aveva però una strana sensazione. All’interno della casa erano alloggiate anche personalità sportive di rilievo che discutevano tra loro sul prestigio di questa o quella medaglia. Quando tutti gli ospiti si allontanarono dalla villa, la padrona di casa urlò a suo fratello che era un po’ preoccupata di lasciare i cimeli di famiglia così alla portata di tutti. Lille non capiva dove fossero questi oggetti preziosi ma guardando dietro ad una porta si accorse che qualcosa c’era. Fece anche lei per andarsene e si accorse che incautamente tutte le finestre della casa erano state lasciate aperte, iniziò a chiuderle ad una ad una, ma quando arrivo all’uscio sul retro, utilizzato di norma dai proprietari, non seppe bene cosa fare. Cercò consiglio ma ormai erano già tutti spariti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113342952270511158?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113342952270511158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113342952270511158&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113342952270511158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113342952270511158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2005/12/i-cimeli-di-famiglia.html' title='I cimeli di famiglia'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113290991484081167</id><published>2005-11-25T00:46:00.000-08:00</published><updated>2005-11-25T01:14:49.483-08:00</updated><title type='text'>Similitudini</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/618.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/618.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ferrara sembrava più una città d'acqua e alcuni angoli ricordavano Padova, ad esempio il portico del Bo era del tutto simile ma si concludeva non con una strada ma con un muro. Molta gente si affollava ed ognuno cercava di farsi spazio per attendere alle proprie faccende. Ai lati nelle stradine moltissime bancarelle esponevano merce di tutti i tipi e bisognava stare attenti a non cadere nei numerosi canali che solcavano tutto il centro. Lille portava in mano un sacchetto pieno di oggetti ma non sapeva nemmeno lei dove sarebbe andata, aveva incontrato uno studente gentile che quando si presentava l'occasione la difendeva dagli attacchi di chi gli rimproverava di non essere rimasta nella sua città. Si ritrovarono in una grande casa un po’ dismessa a più piani e Lille decise di andare a correre per sgranchirsi le gambe nell’attesa. Resasi conto che bisognava aspettare fino al giorno dopo decise proseguire nelle avanscoperte utilizzando un motorino che trovò li poco distante. Lo inforcò ed iniziò con minuziosa perizia a seguire il piccolo argine che separava i due canali. Ad un certo punto fu però costretta a fermarsi perché i due corsi d’acqua si ricongiungevano e l’argine finiva. Si bloccò di colpo molto sconfortava perché al momento non vedeva nessuna possibilità di proseguire. Qualcuno dalla riva sinistra le suggerì di guardare meglio se esisteva un via di fuga e così Lille dopo il primo momento di terribile sconforto si rese conto che esisteva un guado, per la verità quasi invisibile. D’un tratto si ritrovò sopra l’argine sinistro seduta dietro ad un altro motorino, chi guidava correva come il vento ma lei era tranquilla. Entrambi si fermarono ad una stazione di sosta, una specie di mulino a tre piani, provvisto di bar, dove gli innumerevoli turisti si concedevano una pausa.&lt;br /&gt;Uno degli amici di Lille aveva una bambina abbastanza piccola ma molto allegra. Lei la guardò incuriosita e si accorse che il suo naso era completamente diverso da quello del padre, aveva la gobba. Per fare felice sua madre decise di mostrarle la piccola, sapeva infatti quanto le piacessero i bambini, entrò in camera sua. Lei stava dormendo, la stanza era in penombra, in suo gatto tigrato dormiva sopra la sua testa tra il cuscino e la testiera. Cominciò a chiamarla ma il suo sonno era abbastanza profondo alla fine urlò un po’ più forte, la madre aprì gli occhi e cacciò un urlo che spaventò anche il gatto. Evidentemente non era stata una buona idea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113290991484081167?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113290991484081167/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113290991484081167&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113290991484081167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113290991484081167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2005/11/similitudini.html' title='Similitudini'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113240512159311941</id><published>2005-11-19T04:44:00.000-08:00</published><updated>2005-11-19T05:16:39.743-08:00</updated><title type='text'>I ladri</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/siepe.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/siepe.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La casa era rimasta chiusa per molto tempo ma nonostante questo Cornelio aveva cercato di fare la miglior guardia possibile. Si è vero molte volte andava a zonzo giornate intere per i campi con gli altri amichetti cagnetti ma poi tornava puntualmente per vedere se era tutto a posto. Quel giorno Lille decise di rimettere piede in quella casa anche su suggerimento dello stesso Cornelio in quale si era fatto ben 20 chilometri per andarla a trovare in città. Cornelio scese dalla macchina festante più che mai, tutta quest'allegria le fece un pò rimordere la coscienza ma tanto era chiaro che il quadrupede stava meglio dove si trovava. Il giardino era verdissimo e Lille dovette trafficare un bel pò prima di riuscire ad aprire il cancello. Una volta dentro vide arrivare una macchina losca, in un lampo si nascose tra i cespugli e notò che stavano scendendo quattro figuri poco rassicuranti. Sembravano molto a suo agio come se conoscessero il posto. Cornelio non emise un fiato anche perchè la lezione che gli avevano dato l'ultima volta spezzandogli una zampa gli era bastata. I ladri - pensò Lielle - e adesso che facciamo, è proprio un bel pasticcio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113240512159311941?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113240512159311941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113240512159311941&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113240512159311941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113240512159311941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2005/11/i-ladri_19.html' title='I ladri'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113222950499735260</id><published>2005-11-17T03:50:00.000-08:00</published><updated>2005-11-17T04:13:28.253-08:00</updated><title type='text'>Il prato</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/prato2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/prato2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La confusione regnava sovrana, nella casa ostello ognuno attendeva alle proprie faccente senza curarsi degli altri. Molti erano fuori a giocare sul prato e nessun componente della famglia confinante aveva avuto di che ridire. In fin dei conti lo spazio era promiscuo ed ognuno poteva usufruirne a suo piacimento. L'elenco dei possibili candidati era stato stilato e il capo progetto aveva deciso di passarli in rassegna uno ad uno per rendersi conto se il profilo cartaceo corrispondeva alla realtà. Vicino alla costruzione si ergeva un vecchio edificio medievale e la cui funzione era dubbia.&lt;br /&gt;Ad uno ad uno esaminò i candidati, in numero molto maggiore rispetto alle reali esigenze. D'un tratto i confinanti irruppero con forza all'interno dell'edificio urlando che ormai il prato era stato rovinato e che i danni dovevano essere risarcirti. Ne nacque una discussione molto accesa con chi riteneva opportuno piantare un cartello per proibire di calpestare l'erba con tanto di citazione di legge.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113222950499735260?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113222950499735260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113222950499735260&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113222950499735260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113222950499735260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2005/11/il-prato.html' title='Il prato'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113196063577499856</id><published>2005-11-14T01:06:00.000-08:00</published><updated>2005-11-16T02:36:49.696-08:00</updated><title type='text'>Parigi</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/pet.1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/pet.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La città era in festa, moltissima gente era accorsa per assistere all'avvenimento musicale più interessante del momento. Mai visto un intasamento simile, le pochissime macchine venivano sospinte dalla folla sopra a materassi scorrrevoli alti quasi due metri.&lt;br /&gt;Lille aveva affittato per l'occasione una piccola cameretta in un quartiere a ridosso del centro storico che divideva con altri pazzi scatenati che provenivano dai luoghi più disparati d'Europa. Appoggiò la piccola valigia contenente lo stretto indispensabile sul letto e non si curò nemmeno di portarsi il telefonino. In un balzo era già in stada in mezzo alla bolgia infernale e festante.&lt;br /&gt;D'un tratto le si avvicinò un meraviglioso cagnetto bianco, lei si chinò per carezzarlo, era veramente simpatico. Riprese il suo cammino verso l'ombelico della festa ma dopo pochi passi si accorse che qualcuno la seguiva, si girò di scatto e vide il quadrupede incontrato poco prima. Il suo sguardo era eloquente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113196063577499856?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113196063577499856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113196063577499856&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113196063577499856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113196063577499856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2005/11/parigi.html' title='Parigi'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113188263757245300</id><published>2005-11-13T03:23:00.000-08:00</published><updated>2005-11-14T01:05:48.793-08:00</updated><title type='text'>La fiera</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/panther.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/panther.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lille uscì nel retro del giardino perchè aveva sentito dei rumori strani. La sua proprietà confinava con la foresta lussureggiante. Fece alcuni passi in direzione dello stagno ma il vialetto era così intriso d'acqua che le impronte dei suoi piedi si stamparono sul velo di fanghiglia.&lt;br /&gt;D'un tratto un fruscio improvviso attrasse la sua attenzione, un orso che non aveva visto prima, veniva assalito da una piccola pantera molto aggressiva. La fiera riuscì con un colpo secco ad ucciderlo ancora prima che Lille capisse quali fossero le sue intenzioni. Si girò di scatto e si mise a correre verso la porta di casa perchè avvertì una situazione di pericolo. La piccola fiera con quattro balzi era già dietro di Lei, ormai non c'era più niente da fare. L'animale contrariamente alle aspettative però non l'aggredì ma dimostrò altre intenzioni. Iniziò ad annusarle le mani e poi a leccarle in segno di amicizia. Lille rimase sbalordita la piccola fiera non voleva farle alcun male.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113188263757245300?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113188263757245300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113188263757245300&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113188263757245300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113188263757245300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2005/11/la-fiera.html' title='La fiera'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18864929.post-113170860311315471</id><published>2005-11-11T03:21:00.000-08:00</published><updated>2005-11-11T03:41:07.026-08:00</updated><title type='text'>Realtà o fantasia?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/look.0.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/200/look.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1870/1856/1600/look.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Molti esseri umani hanno una spiccata fantasia che si trascinano dai tempi dell'infanzia quando credevano che sotto ai marmi dei pavimenti delle antiche chiese medievali fosse nascosto un mondo fantastico pieno di personaggi strani ed affascinanti. Nell'età adulta gli spazi per far viaggiare la mente oltre i confini del razionale sono molto ristretti e, come molti di voi ben sanno, i sogni sono un possibile rifugio dove il mondo fantastico può far vedere tutta la sua magnificenza. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18864929-113170860311315471?l=sognalando.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sognalando.blogspot.com/feeds/113170860311315471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18864929&amp;postID=113170860311315471&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113170860311315471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18864929/posts/default/113170860311315471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sognalando.blogspot.com/2005/11/realt-o-fantasia.html' title='Realtà o fantasia?'/><author><name>Elvi</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12477907635697421903</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
